lunedì 2 novembre 2026

Igor Mulas: “Vorrei”

 Il nuovo singolo del cantautore sardo è una canzone autobiografica dedicata agli affetti che accompagnano le scelte più difficili della vita





«Ho scritto “Vorrei” per rivivere in musica un momento importante della mia vita. Lasciare la mia città, la mia famiglia e i miei amici per cercare una nuova strada è stata una scelta difficile, ma necessaria. Questa canzone è il mio modo di abbracciare tutte le persone che hanno reso speciale il mio percorso.» Igor Mulas


Igor Mulas torna con “Vorrei”, una nuova versione realizzata appositamente per le radio di un brano originariamente contenuto nell'album “Tutto è giusto”. Una canzone profondamente personale che affonda le proprie radici in uno dei passaggi più delicati della vita dell'artista.


Il brano nasce infatti dal ricordo di un periodo di incertezza e riflessione. Un problema alla vista costrinse Mulas a interrompere gli studi universitari di Giurisprudenza a Cagliari, aprendo una fase di interrogativi sul proprio futuro. Furono settimane trascorse a riflettere, tra dubbi e decisioni difficili.


“Vorrei” racconta proprio quel momento di passaggio, quando la ricerca della propria strada comporta inevitabilmente rinunce, distanze e separazioni. Al centro della canzone non c'è però la nostalgia, ma il legame profondo con le persone che continuano a vivere dentro di noi anche quando la vita ci porta altrove. Gli affetti diventano così una presenza costante, un punto di riferimento che accompagna ogni nuova esperienza.


La scrittura del brano procede con sincerità e delicatezza, trasformando una vicenda personale in una riflessione universale sul cambiamento e sulla necessità di seguire ciò che sentiamo autenticamente nostro. 


Prodotta da Stefano Di Carlo, questa nuova versione valorizza ulteriormente il carattere emotivo del brano attraverso una veste sonora essenziale ed elegante, capace di accompagnare il racconto senza mai sovrastarlo.


Anche il videoclip ufficiale si sviluppa nella stessa direzione. Attraverso immagini di familiari e amici che si intrecciano in un flusso di ricordi, colori e sorrisi, “Vorrei” diventa un omaggio alle persone che hanno reso più ricco il percorso umano e artistico di Igor Mulas.


Igor Mulas  è un cantautore di origini sarde con un percorso artistico che attraversa l’Italia e l’Inghilterra. A diciotto anni si trasferisce a Londra, dove vive per oltre un decennio, immergendosi nella scena musicale internazionale e studiando canto presso The City Lit, approfondendo generi come pop, rock, soul, jazz, opera e blues.

Durante la sua permanenza nel Regno Unito, inizia a produrre professionalmente le sue canzoni, collaborando con diversi arrangiatori. Le influenze della multi-etnicità londinese e il pop britannico contribuiscono a definire la sua identità artistica. Alla fine del 2000 rientra definitivamente in Italia, stabilendosi a Roma, dove avvia una nuova fase della sua carriera musicale.

Ha partecipato a importanti eventi e concorsi canori, tra cui Sanremo Giovani, Castrocaro e Music Village. La sua discografia comprende tre album da cantautore: “Io sono Igor Mulas” (2009), “Tutto è giusto” (2019) e “A un passo da me” (2021), oltre a un album di cover in inglese, “Starlight” (2021), in cui reinterpreta brani internazionali che ha sempre apprezzato.

Negli ultimi anni ha collaborato con Stefano Di Carlo, sia nella produzione musicale che nella realizzazione di videoclip, pubblicando diversi singoli tra cui “Su Dimmi” (2022), “Non è” (2023), “Geloso Remix” (2023), “Sì” (2024), “Volare” (2024) e “Meno Male” (2025). Il 9 maggio 2025 esce il singolo “Dimmelo tu”, mentre il 10 ottobre dello stesso anno arriva in radio “Lo so”. L’ultimo singolo è “Vorrei”, in radio dal 23 ottobre 2026.


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lunedì 26 ottobre 2026

REVOC , “Tanto Resti Qui”, il nuovo singolo

Un brano pop rock che racconta il momento sospeso tra un addio annunciato e il desiderio di restare ancora insieme




È disponibile “Tanto Resti Qui”, il nuovo singolo dei REVOC, collettivo artistico multidisciplinare no-profit nato nel 2025 e caratterizzato da un approccio indipendente e condiviso alla produzione musicale.

Il nuovo brano si muove su coordinate pop rock e racconta una situazione tanto semplice quanto universale: quel momento in cui una relazione sembra arrivata al punto di rottura, ma il desiderio di restare continua a essere più forte della decisione di andare via.

“Tanto Resti Qui” mette al centro proprio questa contraddizione emotiva. Le chiavi sono già in mano, la giacca è indossata, è tardi e tutto sembra suggerire che sia arrivato il momento di salutarsi. Eppure qualcosa impedisce di compiere l’ultimo passo.

Il brano fotografa così la tensione tra razionalità e sentimento, tra la consapevolezza che sarebbe forse necessario chiudere una storia e quella forza difficilmente spiegabile che continua invece a tenere insieme due persone.
Il racconto passa attraverso immagini quotidiane: la musica alta, i vicini infastiditi, i sorrisi complici e la capacità di riconoscersi reciprocamente anche nelle proprie imperfezioni. Non servono grandi promesse o dichiarazioni solenni: a volte sono proprio i piccoli dettagli condivisi a rendere autentico un legame.
«Questo brano nasce da quel secondo esatto in cui vorresti andare ma sai già che rimarrai. È una fotografia delle piccole contraddizioni che rendono un legame vero, realizzato con la forza di chi crede nella musica fatta di idee prima che di budget», raccontano i REVOC.




Il progetto REVOC nasce nel 2025 con una struttura volutamente aperta: non un singolo artista, ma un collettivo che riunisce di volta in volta voci, musicisti e turnisti differenti, dando vita a produzioni indipendenti fondate sulla collaborazione e sulla condivisione creativa.
Alla base del progetto c’è l’idea che sia possibile realizzare musica, arrangiamenti e produzioni curate anche senza grandi disponibilità economiche, puntando soprattutto sulla forza delle idee, sulla passione e sull’aggregazione artistica.
Il nome stesso, REVOC, è l’anagramma di “cover” e rappresenta simbolicamente la filosofia del collettivo: non limitarsi a replicare, ma provare a inventare, immaginare e costruire qualcosa di nuovo.
Dopo i singoli “Balla Balla Boom Boom Boom” e “Because You Believed”, pubblicati nel 2025, REVOC prosegue il proprio percorso con “Tanto Resti Qui”, un nuovo capitolo pop rock dal forte contenuto emotivo e caratterizzato da un ritornello immediato.

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mercoledì 21 ottobre 2026

Apalis: “Giorgio”

Il nuovo singolo estratto dall’album “Dai ciliegi” trasforma una disputa familiare in una satira umana e sociale capace di raccontare le piccole miserie del nostro tempo





“Giorgio” è il nuovo singolo di Apalis, tratto dall'album d'esordio “Dai ciliegi”. Dopo la dimensione allegorica e spirituale della title track, il progetto si sposta su un terreno più terreno e narrativo, raccontando una vicenda apparentemente ordinaria che finisce per assumere un valore universale.


Al centro del brano c'è il conflitto tra due cugini, entrambi benestanti eppure incapaci di trovare una forma di serenità. Tra incomprensioni, rancori accumulati, dispetti e accuse reciproche, la loro rivalità cresce fino a trasformarsi nel ritratto di una piccola guerra domestica. La narrazione procede con toni ironici e grotteschi, osservando da vicino quelle dinamiche che spesso nascono da motivazioni minime ma finiscono per occupare completamente la vita delle persone coinvolte.


“Giorgio” non si limita però al racconto di una vicenda privata. Attraverso il sarcasmo e l'esagerazione, il brano mette a fuoco meccanismi più ampi: l'incapacità di ascoltarsi, il risentimento che si sedimenta nel tempo e che spesso si trasmette tra generazioni diverse, trasformando vecchi dissidi familiari in eredità emotive difficili da sciogliere. A questo si aggiunge quella forma di egoismo che porta a trasformare ogni conflitto in una questione di principio. La quotidianità diventa così lo specchio di una società frammentata, nella quale è sempre più difficile trovare uno spazio di comprensione reciproca.


Sul piano musicale, la canzone si sviluppa come una narrazione in movimento. Il pianoforte e le percussioni costruiscono un andamento incalzante che accompagna l'escalation del racconto, sostenendo una scrittura rapida e vivace. Il risultato è un brano dal forte impatto narrativo, capace di trasformare una lite di vicinato in una satira sociale immediata e sorprendentemente attuale.


All'interno di “Dai ciliegi”, “Giorgio” rappresenta uno dei momenti più ironici dell'opera, ma conserva la stessa attenzione verso la fragilità umana che attraversa l'intero progetto. Dietro il sorriso e la caricatura emergono infatti le contraddizioni, le debolezze e le paure che accomunano tutti.


Come tutto il lavoro di Apalis, anche “Giorgio” nasce lontano dalle logiche dell'esposizione continua e dell'intrattenimento veloce. La canzone si inserisce in un percorso che mette al centro la parola, l'ascolto e la possibilità di osservare la realtà da prospettive inconsuete, affidando alla musica il compito di trasformare una storia particolare in una riflessione più ampia sul presente.


Apalis è un progetto che rifiuta l’iper‑esposizione e la logica dei social per restituire alla musica il suo spazio originario: l’ascolto puro. L’artista sottrae il corpo, evita ogni piattaforma e offre la propria opera esclusivamente su apalis.it, luogo ermetico in cui la fruizione diventa rito e scelta consapevole. La sua ricerca unisce cantautorato colto, spoken word, art pop e minimalismo elettronico, con una vocalità recitativo‑cantata che trasforma la parola in dispositivo narrativo e spirituale. “Dai Ciliegi”, album autoprodotto, è l’esordio del progetto, disponibile per l’ascolto esclusivamente sul sito ufficiale dell’artista.


Sito ufficiale

martedì 20 ottobre 2026

Dresda: “Il mio amico”

Il nuovo singolo della band milanese racconta ciò che resta dei legami quando la vita costringe a percorrere strade diverse





«È una canzone di cui siamo innamorati e che ci ha fatto penare più di tutte in studio. Forse perché, in fondo, è una dedica ai nostri amici e a noi stessi. Suonarla è sempre emozionante.» Dresda


“Il mio amico” è il nuovo singolo dei Dresda, terzo estratto dall'album “Civili”, in uscita per Musica Distesa il 23 ottobre. 


Se i precedenti singoli affrontavano l'anestesia emotiva del presente e la pressione esercitata dalla cultura della performance, questo nuovo capitolo sposta lo sguardo sulle persone che accompagnano il nostro percorso e sui legami che resistono al tempo.


“Il mio amico” è un mosaico composto da tante vite diverse, attraverso le quali la canzone costruisce un racconto collettivo che parla di amicizia, vicinanza e cura reciproca. Alcune relazioni resistono, altre si trasformano, altre ancora si perdono lungo la strada. “Il mio amico” osserva tutto questo senza cinismo, cercando invece di riconoscere il valore dei legami e dei ricordi che continuano a formarci.


Dal punto di vista sonoro, “Il mio amico” è una ballad dal respiro ampio e cinematografico. La band la definisce uno dei brani più complessi da portare a termine, ma anche uno dei più rappresentativi del disco. L'arrangiamento costruisce un'atmosfera intensa e affettuosa che accompagna il peso emotivo del testo, facendo emergere quella dimensione corale che porta il brano a chiudere sia l'album sia molti dei concerti dei Dresda.


All'interno dell'album, il brano rappresenta uno dei momenti più aperti e concilianti. Dopo la rabbia di “Civili” e le tensioni raccontate in “Maledetto orgoglio”, qui emerge una possibilità diversa: quella del perdono, verso gli altri e verso sé stessi. 


Con l'uscita de “Il mio amico” si completa il percorso di avvicinamento a “Civili”, il primo album della band. Il disco sarà presentato dal vivo sabato 7 novembre al Circolo Arci Bellezza di Milano, in un concerto che porterà sul palco l'intero universo narrativo e sonoro costruito dai Dresda nel corso di questi anni.


Il disco è stato registrato tra Milano e le Marche, prodotto da Giuliano Dottori, mixato da Max Lotti e masterizzato da Giovanni Nebbia.  L’artwork del progetto è realizzato da Stefano Sartori in arte Satiro Sfrenato.


I Dresda nascono a Milano nel 2023 dall’incontro tra Enrico Giorgino e Francesco Parisotto. Il progetto prende forma con l’ingresso di Luca Montecchi durante le registrazioni del primo EP e si completa con Marco Cattaneo, entrato in vista della presentazione live del nuovo album "Civili".

Nel 2024 pubblicano l’EP d’esordio “Dresda”, prodotto da Giuliano Dottori, che li seguirà anche nella realizzazione del primo album “Civili”, in uscita a settembre 2026.

Dal vivo i Dresda hanno portato i brani dell’EP e parte del nuovo album sui palchi della scena milanese, esibendosi in spazi come Detune, Barrios, CIQ – Centro Internazionale di Quartiere e Circolo San Luìs. 

Il primo singolo estratto dal nuovo album è la title track “Civili”, in radio dal 13 marzo 2026, seguito il 5 giugno da “Maledetto orgoglio”. Il 9 ottobre arriva “Il mio amico”, terzo singolo e ultima anticipazione dell’album in uscita il 23 ottobre. Il disco sarà presentato dal vivo sabato 7 novembre al Circolo Arci Bellezza di Milano.


Etichetta: Musica Distesa


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Amennula: “Semu a mari ’mbare”

Il nuovo singolo del duo siciliano affronta il disorientamento del presente con ironia e un invito a non arrendersi





«“Semu a mari ’mbare” potrebbe tradursi con “siamo in alto mare, amico”. In realtà significa qualcosa di diverso: la situazione è tragica, ma non è seria.» Amennula


“Semu a mari ’mbare” è il nuovo singolo del duo Amennula, secondo capitolo del percorso che conduce al disco d’esordio del progetto formato da Daniele Grasso ed Elisa Milazzo. Un brano che nasce dall'osservazione di un presente incerto e spesso frustrante, ma che sceglie di reagire attraverso il linguaggio più naturale della cultura popolare: l'ironia.


La canzone prende spunto da una sensazione diffusa. Il costo della vita che cresce, le difficoltà quotidiane, il lavoro che fatica a garantire stabilità, la burocrazia che rallenta ogni percorso e un contesto internazionale sempre più inquieto alimentano un senso di smarrimento condiviso. Gli Amennula trasformano tutto questo in un'affermazione che può sembrare una resa, ma che in realtà funziona come una formula apotropaica e una chiamata all'azione.


L'espressione “Semu a mari ’mbare”, tipica del parlato siciliano, comunica infatti la consapevolezza di trovarsi in una situazione complicata senza rinunciare alla possibilità di reagire. Un modo di affrontare le difficoltà che appartiene profondamente alla cultura dell'isola, dove anche le espressioni più amare conservano spesso una scintilla di ironia e vitalità.


Musicalmente il brano conferma l'identità degli Amennula, sospesa tra tradizione e contemporaneità. L'apertura si affida alla dimensione dei cuntastori, tra melodia antica e parole del presente. Da lì la canzone si trasforma in una danza irregolare e contagiosa costruita attorno al suono sferragliante del dobro, al tamburo a cornice, a una tuba quasi nascosta nell'arrangiamento e a un coro di amici che amplifica il carattere collettivo del racconto.


Il brano anticipa il disco d’esordio, in uscita in autunno per Dcave Records con edizioni Digital Noises, un lavoro che attraversa folk arcaico, blues delle radici, suggestioni mediorientali e minimalismo elettronico. È un percorso che guarda ai sud del mondo come luoghi di incontro e trasformazione, e che trova nella Sicilia un punto di partenza e di ritorno.


Amennula è il progetto di Daniele Grasso ed Elisa Milazzo, nato dall’incontro tra la montagna e il mare siciliani. La loro musica unisce corde antiche, percussioni, droni, piccoli synth e loop vocali in un suono che è insieme arcaico e contemporaneo. Dentro convivono tracce di tradizione popolare, canti religiosi, blues delle radici e suggestioni mediorientali raccolte lungo le coste dell’isola. Le composizioni oscillano tra trance e ritmo, raccontando le pulsioni profonde dell’essere umano e guardando ai sud geografici e sociali come luoghi di trasformazione.

Elisa porta con sé la ricerca sulla musica popolare siciliana, i canti religiosi dell’isola e un interesse per la musica urban. Daniele arriva da un lungo percorso come musicista, produttore e sound engineer, con un lavoro costante sulla contaminazione mediterranea. Insieme costruiscono un linguaggio che ingloba cialome, root blues, minimalismo elettronico e inflessioni berbere, trasformando la tradizione in una radice viva e contemporanea. 

Gli Amennula hanno completato le registrazioni del loro disco d’esordio, previsto per l’autunno 2026. Il primo singolo è “Tinnairi (loop di sale)”, in radio dall’8 maggio 2026. Sempre a maggio presentano il brano a Eufonica Bologna, ospiti degli appuntamenti organizzati dal MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e partecipano alla celebrazione dei 25 anni di attività di Dcave Records, etichetta che pubblica il progetto. Il 9 ottobre arriva in radio il secondo singolo “Semu a mari ’mbare”.


Etichetta: Dcave Records 


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giovedì 15 ottobre 2026

Corto Flegreo Accende Il Sud: Cinema, Giovani Talenti e Cultura In Rete

 Il 17 ottobre a Napoli la VI edizione del festival, le premiazioni delle 48 Ore Flegree e la tappa conclusiva di CortoCircuito Sud. Un incontro tra creatività, territori ed eccellenze del Mezzogiorno




NAPOLI, 17 ottobre 2026, Il cinema come linguaggio universale, i giovani come protagonisti e la cultura come motore di sviluppo del Mezzogiorno. Sabato 17 ottobre, alle ore 19.30, l'Auditorium Porta del Parco di Napoli ospiterà la serata conclusiva della VI edizione del Festival Corto Flegreo, promossa da Liberass APS, che accoglierà anche la staffetta di CortoCircuito Sud, la rete culturale che unisce festival, artisti, territori e nuove generazioni del Sud.


Saranno celebrati i vincitori del festival, autori di opere capaci di raccontare emozioni, identità, libertà e bellezza. A ciascuno sarà consegnata un'opera esclusiva del Maestro Domenico Sepe, in un incontro simbolico tra cinema e scultura. Atteso anche il Premio della Critica assegnato da Valerio Caprara, tra le voci più autorevoli della critica cinematografica italiana.


Spazio alle nuove generazioni con i protagonisti di «48 Ore per Creare un'Idea Flegrea», il contest che sfida i giovani a ideare, scrivere, girare e montare un cortometraggio originale in appena 48 ore, trasformando creatività e lavoro di squadra in esperienza concreta.


La serata segnerà inoltre la conclusione della staffetta di CortoCircuito Sud, progetto che mette in relazione esperienze culturali e patrimoni del Mezzogiorno, costruendo nuove opportunità di collaborazione e partecipazione. Un percorso che torna nei Campi Flegrei, dove ha avuto origine, per affermare una visione del Sud non come periferia, ma come laboratorio di idee, talenti e innovazione culturale.


Nel corso dell'evento saranno conferiti anche i *Premi alle Eccellenze Meridionali, promossi nell'ambito delle iniziative della Commissione Cultura dell'Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori, con la partecipazione del presidente Alessandro Caramiello, del vicepresidente Vincenzo Vescera e del direttore tecnico Giovanni Barretta.


A guidare il progetto è Maria Grazia Siciliano, ideatrice e direttrice artistica del Festival, presidente di Liberass APS e della Commissione Cultura dell'Intergruppo parlamentare.


La manifestazione dedicherà un pensiero particolare alla comunità di Pozzuoli e a quanti vivono condizioni di vulnerabilità e incertezza, riaffermando il valore della cultura come strumento di vicinanza, partecipazione e coesione sociale.


Dal cuore della Terra Ardente, una luce per il Sud.


Auditorium Porta del Parco – Via Diocleziano 341, Napoli – Sabato 17 ottobre 2026, ore 19.30.

mercoledì 14 ottobre 2026

Michele Coletta: “Boom”

 Il nuovo singolo dell’artista pugliese, genovese d’adozione, racconta quell’istante in cui un incontro cambia il ritmo del cuore e trasforma una sensazione in qualcosa di impossibile da ignorare




“Boom” è il nuovo singolo estratto dall’EP “Piano piano” di Michele Coletta, pubblicato il 3 luglio 2026 per Rossodisera Records.


Il cantautore torna in radio con un brano pop dance che mette al centro l’energia dell’innamoramento e la forza degli incontri che arrivano all’improvviso, senza chiedere permesso, modificando il modo di vedere il mondo.


La canzone racconta quell’istante preciso in cui una presenza riesce a interrompere la normalità delle giornate. Uno sguardo, una sensazione difficile da spiegare, un battito che accelera. Da quel momento tutto sembra assumere un significato diverso e anche le piccole cose acquistano una luce nuova.


Attraverso un linguaggio diretto e immagini semplici, “Boom” accompagna l’ascoltatore dentro il percorso emotivo di chi scopre che quella scossa inattesa non è altro che la voce del cuore che cerca spazio. L’amore assume la forma di un’energia positiva che avvicina, costruisce e invita a lasciarsi andare, trasformando paure e incertezze in desiderio di vivere pienamente ciò che si prova.


Le sonorità pop dance, il ritmo immediato e il ritornello coinvolgente sostengono una canzone che celebra la parte più spontanea dei sentimenti. Il titolo diventa così il simbolo di una piccola rivoluzione interiore, di quel momento in cui una persona riesce a cambiare il ritmo delle emozioni e a lasciare un segno destinato a durare.


Scritto da Michele Coletta e Umberto Canino, con musiche firmate dagli stessi Michele Coletta e Umberto Canino insieme ad Antonio Lanotte, “Boom” rappresenta il momento dell’energia e dello slancio all’interno dell’EP “Piano piano”.


Michele Coletta è un artista e autore italiano che ha costruito il proprio percorso unendo formazione musicale, esperienza di vita e una ricerca costante di autenticità. Dopo gli studi al Conservatorio e un periodo dedicato all’Università e alla famiglia, torna alla musica con un progetto che fonde funk, reggae, pop e sonorità mediterranee, trasformando emozioni ed esperienze in canzoni dal respiro contemporaneo.

La sua cifra stilistica risiede nella capacità di attraversare generi diversi mantenendo una forte coerenza espressiva: al centro ci sono sempre le persone, le storie, la libertà, l’inclusione e la voglia di costruire un messaggio positivo. La musica diventa per lui uno spazio di dialogo, un modo per raccontare ciò che unisce e ciò che fa sentire vivi.

Con l’EP “Piano piano”, in uscita il 3 luglio 2026, Michele Coletta propone un viaggio fatto di energia, leggerezza e riflessione, dove ogni brano rappresenta una sfumatura diversa dell’esperienza umana. “Balliamo piano” è il primo singolo estratto dall'opera, in radio dal 12 giugno, seguito il 26 giugno da “Sutta lu sule”. Il 2 ottobre torna in radio con il brano “Boom”, terzo estratto dall’EP.


Etichetta: Rossodisera Record


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Igor Mulas: “Vorrei”

  Il nuovo singolo del cantautore sardo è una canzone autobiografica dedicata agli affetti che accompagnano le scelte più difficili della vi...