mercoledì 8 aprile 2026

Riccardo Cuccioletta: “Un altro cielo”

Il nuovo singolo dell’artista romano: un brano pop luminoso che racconta la rinascita emotiva e l’arrivo di un amore inatteso




«“Un altro cielo” parla di quei momenti in cui la vita sembra chiusa, pesante, e poi all’improvviso arriva qualcuno che ti riapre il respiro. È una boccata d’aria pulita che fa bene all’anima.» Riccardo Cuccioletta


Riccardo Cuccioletta torna con “Un altro cielo”, il nuovo singolo prodotto da Alberto Boi per Advice Music. Una canzone pop dal tono fresco e positivo, che racconta l’arrivo improvviso di una persona capace di portare luce, sollievo e fiducia dopo un periodo difficile. Un brano che conferma la sensibilità melodica dell’artista romano e la sua capacità di trasformare emozioni intime in immagini semplici e immediate.


Scritto e composto da Silvana Moscati, il brano è arrangiato da Valerio Savino e mixato/masterizzato da Alberto Boi presso i Vs Advice Music Recording Studio.


Con “Un altro cielo”, Riccardo prosegue il percorso iniziato con i singoli “È Lei”, “Dall’altra parte” e “La stessa maglia”, consolidando la collaborazione con Advice Music.


Riccardo Cuccioletta nasce a Roma il 15 marzo 2001 e fin da piccolo coltiva una grande passione per la musica. Col singolo d’esordio "È Lei", coadiuvato dalla label Advice Music, Riccardo ha ricevuto un buon riscontro mediatico grazie ad un’ampia promozione radiofonica. Questo gli ha fruttato numerose proposte per esibizioni dal vivo come durante la Fashion Week a Milano, dove ha intrattenuto diverse sfilate di moda come ospite. 

Ad aprile 2024 pubblica il suo secondo singolo dal titolo “Dall’altra parte”, mentre il 13 dicembre arriva in radio “La stessa maglia”, brano presentato alle selezioni di Sanremo Giovani, sempre insieme all'etichetta Advice Music.

Prossimamente Riccardo parteciperà a vari contest come ospite e aprirà i concerti dei Dik Dik. Il 27 marzo 2026 arriva in radio il nuovo singolo “Un altro cielo”, brano presentato alle selezioni di Area Sanremo 2025.

Etichetta: Advice Music


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Gate 66: “Scelgo te”

Il nuovo singolo del duo riminese: un viaggio synth‑pop sospeso tra distopia e umanità, accompagnato da un videoclip AI retro‑futurista realizzato con Lost Celluloid





«Con “Linguaggio Macchina” volevamo indagare come la tecnologia possa tradurre emozioni umane. “Scelgo te” parla di legami, e il video realizzato con Lost Celluloid è la rappresentazione visiva di questo concetto: una macchina che, utilizzando un linguaggio digitale, riesce a creare immagini calde, oniriche e cariche di memoria cinematografica» Gate 66


“Scelgo te” è il nuovo singolo dei Gate 66, un capitolo sospeso e contemplativo che prosegue il viaggio iniziato con l’EP “Linguaggio Macchina”. Il duo riminese torna con un brano che intreccia pulsazioni elettroniche, introspezione e un immaginario che guarda al futuro con la nostalgia di chi ha attraversato troppe epoche per credere ancora nelle certezze. La canzone si muove tra battiti sintetici e una voce che sembra arrivare da un luogo interiore più che da un microfono, raccontando la scelta come atto neutro, privo di giudizio, un’accettazione radicale dell’esistente che chiude idealmente il percorso dell’EP.


In contemporanea con l’uscita del singolo arriva anche il videoclip ufficiale, realizzato in collaborazione con Lost Celluloid, progetto artistico che lavora con immagini generate tramite Intelligenza Artificiale e che ha costruito negli anni un’estetica retro‑futurista ispirata al cinema degli anni ’60 e ’70. Il video, animato e montato dall’Uomo Stokastico, trasporta lo spettatore in un universo parallelo dove la fantascienza incontra un design vintage: tute spaziali dorate, città aliene arroccate su scogliere mediterranee, automi e creature ibride dal volto umano compongono un mondo sospeso tra utopia e malinconia, in cui la tecnologia diventa memoria e la nostalgia si traduce in linguaggio digitale. È un’estensione naturale del brano, un modo per dare forma visiva a quella scelta che non è morale né romantica, ma semplicemente umana.


Il risultato è un corto circuito estetico in cui la “celluloide perduta” rinasce attraverso i codici del futuro, mantenendo intatta la poetica del duo: raccontare l’umano attraverso la macchina, senza mai perdere il contatto con ciò che resta fragile, imperfetto e profondamente reale.



DICONO DEL DISCO


«I Gate 66 ci regalano questo bellissimo lavoro d’esordio dal titolo “Linguaggio Macchina”: cosa diventerà l’uomo nel 2096? Codici, vicinanze programmatiche e pochissimo altro che ricordiamo a stento già oggi, splendidamente rivestito di quella patina nostalgica che solo il suono “analogico” del flow dance anni ’80 e ’90 sa come restituire vivo e potente.» Sounds Good Webzine


«“Linguaggio macchina” sin dal titolo allude a quello che ormai siamo diventati, cercando però di ricordarci quanta bellezza esiste nella vicinanza umana. La news wave, la dance, il pop digitale che tanto nei suoni deve a radici anni ’90. La bellezza, come ci diranno i Gate 66, resta sempre nelle piccole cose della realtà» Mondo Spettacolo


«Eccolo “Linguaggio Macchina”, esordio davvero affascinante dei Gate 66, progetto che rispondono al nome dei producers Bruno J e Uomo Stokastico. Le carte in tavola sono chiarissime: quella disco anni ’80 e ’90, quel certo lounge losangelino, notturne atmosfere di salvifica “saudade”, siamo nel futuro con ampi e sfacciati rimandi al passato analogico.» MeiWeb


Gate 66 sono Bruno J e Uomo Stokastico, due produttori musicali e viaggiatori spazio-temporali provenienti dal 2096. La loro avventura musicale è iniziata nell’ottobre 2023 con il brano “La tecnica del doppio” (ft. Elena Cataneo) e da allora non si è più fermata: singolo dopo singolo, hanno costruito un percorso che unisce tecnologia e umanità, con videoclip realizzati attraverso l’AI ma sempre guidati da una sensibilità artistica autentica. Dopo titoli come “Il Battello”, “747”, “Al mattino”, “EVA” e “Quando Nevica", nel 2025 arriva “Balcanica”, in radio dal 28 novembre. Il 29 gennaio 2026 arriva in radio “Vicino a me”, estratto dall’EP “Linguaggio macchina”. L’ultimo singolo estratto dall’opera è “Scelgo te”, in radio dal 27 marzo.


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martedì 7 aprile 2026

La Bottega dell’Arte

In concerto a Roma il 13 e 14 aprile

al Teatro degli Eroi un evento speciale tra musica, ricordi e il lancio del nuovo tour e nuovo album 

 



Il 13 e 14 aprile 2026, la storica cornice del Teatro degli Eroi ospiterà un evento unico nel suo genere: il ritorno de La Bottega dell’Arte. Non un semplice concerto, ma una vera e propria festa "come quelle di una volta", nata dalla sinergia tra RTR 99 TI RICORDI, lo storico gruppo capitolino e Studio Roma Management.


La serata si aprirà con un’atmosfera intima e nostalgica. Sul palco sarà allestita una postazione radiofonica di RTR 99 TI RICORDI, ricreando il calore delle feste in casa tra amici, tra giradischi e chitarre. Fabio Martini (RTR 99 Ti Ricordi) guiderà il pubblico attraverso un viaggio fatto di aneddoti, storie inedite e curiosità che hanno segnato la carriera della band.


Il culmine dell'evento sarà il concerto live, un autentico salto nel tempo per riascoltare i grandi successi che hanno scalato le classifiche e il cuore di intere generazioni, come Come due bambini, Bella saraiAmore nei ricordi, Che dolce lei, L'avventura.

Le date del 13 e 14 aprile segnano ufficialmente l'inizio del tour, inoltre sarà l'occasione per presentare l'attesissimo album live, una raccolta che cattura l'energia e l'emozione delle performance dal vivo della band.


Nata a Roma nel 1974, La Bottega dell’Arte è stata pioniera di un pop elegante e artigianale. Fondata da Fernando Ciucci, Piero Calabrese, Romano Musumarra, Massimo Calabrese e Alberto Bartoli, la band ha generato collaborazioni internazionali prestigiose (da Céline Dion a Pavarotti, passando per Giorgia e Marco Mengoni).

Oggi, il gruppo apre una nuova fase artistica. La formazione attuale, che unisce i membri storici a nuove energie creative, vede sul palco Massimo Calabrese, Alberto Bartoli, Claudio Zitti, Saverio Pietropaolo, Davide Fraraccio (cantautore romano il cui ingresso segna l'unione tra il repertorio storico e nuove produzioni originali).


Isabel Zolli Promotion Agency

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martedì 31 marzo 2026

Milomaria: “Santa Rosalia”

Il nuovo singolo del cantautore siciliano, un rito laico che trasforma la stanchezza in festa





«Santa Rosalia è una supplica pagana. È un sogno non lucido che parte come rivendicazione e finisce in festa. È “l’isolanità” che esplode: stanchi, incazzati, disillusi, ma incapaci di non cantarci e ballarci sopra. È questione di sangue, di contaminazione. E allora si brinda. Santè. Si fa festa. Olè. E poi, esausti, ci riposeremo. Non oggi. Non domani. Un giorno. Quando “u scrusciu du mari” ci cullerà.» Milomaria


“Santa Rosalia” è il nuovo singolo di Milomaria, quarto estratto dall’album “La breve distanza”. La canzone nasce da un incontro avvenuto anni fa, durante una vacanza: un uomo affetto da disturbi mentali, fragile e disordinato, che il cantautore ha incrociato per caso. Con il tempo, quel ricordo si è trasformato in un’immagine più ampia. Milomaria ne ricostruisce l’immaginario mescolandolo al proprio, provando a dare una dimensione epica e simbolica alle sue fragilità. La solitudine diventa il cattivo da affrontare, la consapevolezza il superpotere con cui provare a sconfiggerlo.


In questo gioco di specchi, eroe e vittima finiscono per coincidere. Ne nasce una figura familiare, riconoscibile, che parla di continuità e appartenenza. Non più esclusione, ma inclusione. Festa e, infine, riposo. I mostri, almeno per un momento, sembrano sconfitti.


La produzione di Andrea Allocca e Milomaria è volutamente latineggiante, non per richiami di radici comuni ma di attitudini simili.

L’America Latina è “un’enorme Sicilia in verticale”, secondo Milomaria, e Andrea Allocca asseconda questa visione con coerenza sonora.

Il mixaggio di Francesco Procacci e il mastering di Andrea Corvo danno al brano maggiore ampiezza e pienezza.


Il video che accompagna il singolo, girato dallo stesso Milomaria, vede il cantautore giocare con i cambi di outfit come fossero identità che si sfiorano: uno, nessuno e centomila, dentro lo stesso sguardo rivolto alla camera.



Emiliano Maria Balbo, in arte Milomaria, nasce a Piazza Armerina, in Sicilia. Dopo un lungo peregrinare tra teatro, musica e scrittura, si stabilisce a Roma, dove attualmente risiede.

La sua carriera musicale attraversa diversi generi fino a diventare frontman della band indie-rock Perché Mamma ha paura dei Topi, con cui realizza l’album “Tutto Qui". La band si distingue nei principali contest nazionali, tra cui la finale di Sanremo Rock e il Tour Music Fest, partecipando anche a festival dedicati ai diritti civili.

Nel 2018, il videoclip del brano “Masticando la realtà” – con un cameo dell’amico attore internazionale Alessandro Cremona (Ferrari, Mafia Roma, Padre pio, Si vive una volta sola, Spectre - 007) – porta la band a essere l'unica italiana finalista al LGBTQ-COMING OF AGE SHORT FILMS FESTIVAL di Parigi e San Francisco.

Dal 2021, Milomaria intraprende la carriera solista. I suoi brani ottengono ottimi risultati nelle classifiche italiane: “Yellow Pecora” entra nella top 20 di Indie Music Like rimanendoci per oltre 3 mesi, “Come i Lego” raggiunge la top 5 iTunes Elettronica e la top 100 iTunes Pop, mentre “Terra Marcia” si posiziona al n. 12 tra gli indipendenti emergenti italiani.

Nel 2024, il testo di “Terra Marcia” viene selezionato per l’antologia del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo, vincendo nella categoria testo di canzone, e nello stesso anno è semifinalista del Premio De André.

Parallelamente alla musica, porta avanti la sua attività di scrittore e narratore, con una ricerca espressiva che attraversa diversi linguaggi artistici.

L’11 aprile 2025 esce “Negli occhi di Frida” e il 13 giugno il nuovo singolo insieme a Elisa Benetti “L’Amuri”. Il 13 gennaio 2026 arriva in radio “Via Maqueda”, con la partecipazione straordinaria di Leo Gullotta. Il 13 febbraio 2026 esce l’album “La breve distanza” da cui il 20 marzo viene estratto il quarto singolo “Santa Rosalia”.


Etichetta: Kate Records

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giovedì 26 marzo 2026

Claire D: “Cosa vuoi che sia”

Il nuovo singolo in radio e in digitale

  




Disponibile da venerdì 27 marzo, “Cosa vuoi che sia” il nuovo singolo di Claire D, un viaggio musicale che invita all’introspezione e alla rinascita. Il brano si presenta come un racconto intimo della fragilità umana, ma anche come un messaggio di speranza e coraggio. Attraverso le parole e le melodie, Claire D ci accompagna nel momento in cui si realizza che il vero coraggio risiede dentro di noi, anche nei momenti più difficili. La canzone ci invita a riscoprire la nostra interiorità, ad ascoltare quella voce silenziosa che ci sostiene e ci guida verso la forza di affrontare il dolore e le sfide della vita.

 

Il testo, che cita “all’improvviso un nuovo giorno ci sveglia con il suo stupore”, rappresenta un messaggio di rinascita, ricordandoci che ogni fine può essere anche un nuovo inizio. È un invito a guardare oltre le difficoltà e a scoprire che, anche nelle situazioni più dure, si nascondono opportunità di crescita e di scoperta di sé. La canzone celebra la resilienza umana, sottolineando come la forza più grande sia dentro di noi, pronta a emergere quando meno ce lo aspettiamo.

 

Il videoclip, diretto da Mattia Bello, è stato presentato in anteprima nazionale in occasione della Giornata Mondiale del Teatro. Claire D ha scelto questa occasione speciale per usare la sua musica come strumento di sensibilizzazione, aprendo lo spettacolo teatrale “In un sogno”, dedicato ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie. Lo spettacolo, diretto da Alberto Barutti e prodotto da Thymos Production, coinvolge artisti internazionali come la Sand Artist Simona Gandola e il scultore non vedente Felice Tagliaferri, che attraverso l’arte tattile promuovono inclusione e consapevolezza, portando avanti un messaggio di empatia e solidarietà.

 

Il brano, scritto da Beppe Frattaroli e arrangiato con il Maestro Lorenzo Macrì, è stato registrato presso gli AT Studio di Sulmona, con la partecipazione di musicisti di talento: Michele Di Toro al pianoforte, Antonio Scolletta al primo violino, Alessandra Chiarelli al secondo violino, Luana De Rubeis alla viola e Giancarlo Giannangeli al violoncello. Questa produzione si configura come un potente strumento narrativo, capace di trasmettere emozioni profonde e di ricordarci quanto l’umanità sia resiliente e capace di trovare bellezza anche nelle proprie cicatrici. “Cosa vuoi che sia” è un inno alla speranza, alla scoperta di sé e alla forza che nasce dall’interno, un messaggio che resterà nel cuore di chi ascolta.


Isabel Zolli Promotion Agency

Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

Daniel Dagrezio - “Che dire di lei…?”

 Il nuovo singolo del cantautore lombardo, un ritratto che nasce quando lo sguardo torna libero




«Ci sono persone che sembrano dure non perché non sentono, ma perché hanno imparato a difendersi.» Daniel Dagrezio


“Che dire di lei…?” è il nuovo singolo di Daniel Dagrezio, una canzone che arriva da un momento di quiete interiore. È il punto in cui la percezione si alleggerisce e ciò che rimane è la persona, vista senza filtri.

Il brano racconta una figura femminile che vive di sfumature: una donna che si avvicina e si allontana, che cerca un contatto possibile, che prova a fidarsi con cautela. Dagrezio la osserva con attenzione, lasciando che siano i dettagli a parlare.


La frase che attraversa il brano — «il cuore gliel’han rubato proprio mentre si fidava» — cambia tono man mano che la canzone procede. All’inizio è un ricordo amaro; nel finale diventa la prova che, nonostante ciò che ha vissuto, lei continua a scegliere l’amore. Una scelta che nasce da una forza silenziosa.


Ascoltata da sola, “Che dire di lei…?” è una fotografia emotiva: non definisce la protagonista, la lascia emergere. Parla a chi ha incontrato persone che sembrano trattenersi per proteggersi. Ascoltato all’interno del disco “Le mie cinque fasi”, concept album in uscita in primavera, il brano assume invece un ruolo diverso: la protagonista resta lei, ma il centro si sposta su chi racconta. La voce cambia postura: smette di sovrapporre all’altro ciò che non riesce a nominare e inizia a vedere ciò che c’è davvero.


“Che dire di lei…?” diventa così una tappa del percorso che Dagrezio sta costruendo: non chiude una storia e non ne apre un’altra, ma mostra un passaggio raro, quello in cui l’amore trova un modo più calmo di esistere.

Il titolo rimane sospeso, come restano sospese le persone che hanno imparato a stare in un legame senza forzarlo.


Il video ufficiale è stato realizzato con le illustrazioni e animazioni di SeLa Video.




Daniel Dagrezio è un cantautore e musicista che, dopo il diploma in pianoforte, ha costruito un percorso continuativo tra formazione, scrittura e performance dal vivo. Nel tempo ha composto e scritto brani anche per altri artisti, collaborando con diverse etichette discografiche indipendenti.

Parallelamente porta avanti un’intensa attività live come cantante e performer in produzioni e spettacoli itineranti, con oltre 350 repliche in tutta Italia. Ha curato progetti di direzione artistica per eventi e brand come Hilton e Martini, coordinando gruppi di musicisti e format musicali. Tra le sue esperienze figurano anche la realizzazione di musiche originali per una serie animata diretta da Enzo D’Alò e la collaborazione con Giorgio Vanni e il suo team per la scrittura e produzione di alcuni brani.

Negli ultimi anni ha affiancato all’attività artistica un ruolo di recruiter e formatore di musicisti per grandi realtà dell’intrattenimento, lavorando a stretto contatto con performer e team creativi.

Dopo un periodo dedicato soprattutto al live e all’organizzazione, Dagrezio all’inizio del 2026 torna al progetto autoriale con i singoli “È tutta un’altra vita” e “Che dire di lei…?”, anticipazioni dell’album di inediti in uscita a marzo.


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mercoledì 25 marzo 2026

Dresda: “Civili”

La band milanese pubblica la title track dell’album in uscita, un brano che affronta senza filtri l’anestesia emotiva del nostro tempo





“Civili” è il nuovo singolo dei Dresda, title track dell’album omonimo in arrivo nei prossimi mesi per l’etichetta Musica Distesa. 

Il brano parte da una provocazione: provare a immaginare una sofferenza così estrema da rendere desiderabile la fine. Non è un invito alla distruzione, ma la messa in scena di un pensiero che emerge quando l’umanità sembra scomparire.


“Civili” porta allo scoperto un nichilismo esasperato, nato da una miscela di rabbia, impotenza e inquietudine di fronte a un mondo che sembra precipitare.  L’idea di un’apocalisse atomica come “soluzione” è una provocazione che rivela il vero bersaglio del brano: l’anestesia emotiva che si crea quando la guerra diventa spettacolo, quando le immagini scorrono accanto a pubblicità e intrattenimento, quando tutto si appiattisce sullo stesso piano.

In questo scenario, la parola civili perde il suo significato originario e diventa quasi sinonimo di “corpi esposti”. È attraverso quei corpi che la violenza passa, oggi più che mai.


Sul piano sonoro, il singolo porta con sé il retroterra rock della band: una chitarra abrasiva che richiama l’estetica di Marilyn Manson, un’energia che sfiora Led Zeppelin e Verdena, un inserto militare che evoca la retorica bellica dei primi anni Duemila. L’arrangiamento resta essenziale, costruito per lasciare spazio alla tensione del testo e alla dinamica del brano.


All’interno dell’album, “Civili” è la porta d’ingresso. È il punto in cui la dimensione personale e quella politica si toccano senza separarsi. Mentre altri brani cercano spiragli di cura, orientamento e possibilità, la title track porta questa tensione al massimo. 

Dopo l’esordio con l’EP omonimo del 2024 i Dresda con “Civili” ampliano il discorso sonoro della band con arrangiamenti più maturi, una scrittura più precisa e l’apertura a strumenti e timbri che superano il formato del classico quartetto rock. Il disco è stato registrato tra Milano e le Marche, prodotto da Giuliano Dottori, mixato da Max Lotti e masterizzato da Giovanni Nebbia. 

L’artwork del progetto è realizzato da Stefano Sartori in arte Satiro Sfrenato.


I Dresda nascono a Milano nel 2023 dall’incontro tra Enrico Giorgino e Francesco Parisotto. Il progetto prende forma con l’ingresso di Luca Montecchi durante le registrazioni del primo EP e si completa con Marco, entrato in vista della presentazione live del nuovo album "Civili".

Nel 2024 pubblicano l’EP d’esordio “Dresda”, prodotto da Giuliano Dottori, che li seguirà anche nella realizzazione del primo album “Civili”, in uscita nella primavera del 2026.

Dal vivo i Dresda hanno portato i brani dell’EP e parte del nuovo album sui palchi della scena milanese, esibendosi in spazi come Detune, Barrios, CIQ – Centro Internazionale di Quartiere e Circolo San Luìs. 

Il primo singolo estratto dal nuovo album è “Civili”, in radio dal 13 marzo 2026.

Etichetta: Musica Distesa

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Riccardo Cuccioletta: “Un altro cielo”

Il nuovo singolo dell’artista romano: un brano pop luminoso che racconta la rinascita emotiva e l’arrivo di un amore inatteso «“Un altro cie...