venerdì 20 marzo 2026

Daniel Dagrezio: "Le mie cinque fasi"

Il nuovo album del cantautore lombardo è un viaggio emotivo che attraversa il dolore fino a trasformarlo in un racconto cinematografico




“Le mie cinque fasi” nasce da una frattura personale e si apre a un orizzonte più ampio, quello di chiunque abbia attraversato una perdita che divide la vita in un prima e un dopo. Daniel Dagrezio segue il movimento del dolore mentre cambia forma, tra memoria, rabbia, smarrimento e tentativi di rinascita. L’album è costruito come un film: una stanza reale, un giradischi, una voce che introduce l’ascoltatore dentro un luogo concreto prima ancora che dentro le canzoni. Dettagli ricorrenti come l’eco di un nome, il tremore delle mani, la scena del bazar creano una trama sotterranea che collega i brani e invita a riascoltare. 


All’interno di questo percorso si inserisce anche la “Trilogia del Cuore Diviso”, un racconto interno che attraversa il disco in modo frammentato e aggiunge un secondo livello di lettura. “Le mie cinque fasi” è di fatto il ritratto di un attraversamento: invece di aggirare ciò che fa male, sceglie di restarci dentro finché qualcosa, lentamente, si sposta.


Il percorso si chiude con “La donna della mia vita”, un epilogo che guarda la storia da una distanza nuova. Qui la frattura viene riconosciuta e collocata, l’amore assume la forma di una memoria stabile che continua a esistere senza trattenere. L’orchestrazione accompagna questo passaggio come un ultimo respiro prima del ritorno al giradischi e alla stanza iniziale, dove il viaggio si era aperto.


La lavorazione dell’album si fonda sul dialogo tra la scrittura emotiva di Dagrezio e l’esperienza di Daniel Tek, abituato a produzioni pop e coinvolto qui per dare solidità a un progetto narrativo e libero nelle forme. In studio i brani sono stati trattati come scene di un unico racconto: pezzi che all’inizio sembravano lontani tra loro hanno trovato un equilibrio progressivo, rivelando una coerenza di sguardo. Il lavoro tecnico ha modellato frequenze, dinamiche e spazialità per far percepire la differenza tra i momenti che appartengono al presente e quelli che suonano come ricordo o flashback, mentre la voce è stata curata con attenzione millimetrica per aderire a ogni stato emotivo.

 

TRACK BY TRACK


Le mie cinque fasi – Prologo  

L’album si apre in una stanza reale, con il giradischi che gira e la voce che introduce un percorso interiore ancora informe. È un momento sospeso, costruito con suoni d’ambiente e dettagli concreti che preparano l’ascoltatore a un viaggio emotivo più che musicale.


Nel silenzio del bazar – Parte I  

Il primo capitolo narrativo è un ricordo luminoso, un brano racconta un incontro fatto di gesti semplici e di un’intimità che si accende senza preavviso. L’arrangiamento accompagna questa sensazione con un crescendo orchestrale mescolando archi, pulsazioni pop ed elementi elettronici che amplificano la magia di quel momento sospeso.


Vorrei amarti come meriti – Trilogia del Cuore Diviso, Parte II  

Qui emerge la fragilità del desiderio. Il brano racconta la paura di non essere pronti a sostenere un sentimento che cresce, e la tensione tra ciò che si vorrebbe dare e ciò che si teme di non riuscire a offrire. La ballad è costruita con grande spazio, lasciando alla voce il compito di restituire questo equilibrio incerto.


Mai abbastanza  

Una country ballad che ricostruisce una giornata piena, vissuta con la naturalezza delle cose che sembrano destinate a durare. Poi il tempo accelera e la scena si spezza, lasciando emergere la consapevolezza di una perdita improvvisa. Chitarre acustiche, elettriche pulite e un ponte strumentale creanoa un vero varco temporale, segnando il passaggio dal presente al dopo.


Roba da pazzi  

Il brano racconta la confusione che precede la presa di coscienza, quando i pensieri si accavallano e nessuna ipotesi sembra stabile. L’arrangiamento segue questo movimento con scarti improvvisi e timbri frastagliati, restituendo la sensazione di una mente sovrastimolata.


Ci vuole solo tempo  

Il brano racconta il tentativo di trovare un appiglio mentre tutto dentro si agita, e il titolo diventa una frase che cambia significato a seconda del punto in cui la si pronuncia. L’arrangiamento rock rende fisica questa tensione, trasformando l’emozione in un impulso che cerca sfogo.


Per colpa tua – Trilogia del Cuore Diviso, Parte I  

Il brano racconta il bisogno di dare un nome al dolore, pur sapendo che la colpa non è mai univoca. Il pianoforte ha un colore scuro, quasi imperfetto, e l’elettronica introduce un peso che non esplode, ma resta.


Nel silenzio del bazar – Parte II  

Il ricordo del bazar ritorna, ma con una luce diversa. La scena viene riletta con una consapevolezza nuova, e ciò che allora sembrava luminoso ora rivela anche le sue crepe. L’arrangiamento richiama l’universo orchestrale della Parte I, ma con una sospensione più onirica.


È tutta un’altra vita  

Il brano racconta il dolore dei futuri immaginati, quelli che non sono mai accaduti ma che continuano a vivere nella mente con una forza sorprendente. L’arrangiamento è costruito come un’onda che sale e scende, guidata dall’orchestra e da aperture improvvise che seguono il movimento dei pensieri.


Piccola  

La ricaduta arriva quando sembra che tutto stia andando avanti. Il brano racconta la fatica di restare in equilibrio quando basta un dettaglio per tornare indietro. La musica cambia pelle più volte, accostando elettronica, parti acustiche, sax, chitarre e una batteria che cresce e si ritrae, come una mente che non trova un’unica direzione.


Venire a Roma  

Il brano racconta il momento in cui il corpo arriva prima della testa, e basta camminare per capire che il dolore non si è spento. L’apertura è costruita come una scena di viaggio, e la ballad che segue ha il passo lento di una camminata che non trova riparo.


Se sei casa  

Il brano racconta il momento in cui si riconoscono le proprie mancanze, le parole non dette, le protezioni non date. Dentro questa consapevolezza nasce però un’intuizione nuova: l’altra persona ha lasciato un segno che continua a trasformare. L’arrangiamento cresce con discrezione, seguendo il movimento interiore verso una comprensione più ampia.


Grazie a te  

Il brano racconta il passaggio in cui la tristezza smette di essere un luogo in cui restare e diventa un punto da cui ripartire. La struttura avanza senza tornare indietro, e l’arrangiamento accompagna questa direzione con un’energia che si accumula. La metafora del mare e del cielo trova nella musica un orizzonte che si apre.


Che dire di lei…?  

Lo sguardo si posa sull’altra persona con una tenerezza nuova. Il brano racconta un ritratto affettivo che riconosce complessità, ferite, forza e fragilità. La ballad pop scorre con naturalezza, lasciando spazio alla voce e alle sue sfumature.


L’una e l’altra – Trilogia del Cuore Diviso, Parte III  

Il brano racconta il momento in cui il passato smette di occupare tutto lo spazio interiore e una presenza nuova riporta al respiro. Le mani seguono il fiato, e la musica accompagna questa apertura con un pop luminoso che suggerisce un futuro abitabile.


Nel silenzio del bazar – Parte III  

Il cerchio si chiude tornando al punto d’origine. Il ricordo del bazar non ferisce più: accompagna. L’orchestrazione si apre verso un coro registrato con la famiglia dell’artista, che dà al finale una dimensione collettiva.


La donna della mia vita – Epilogo  

Il brano racconta il momento in cui la storia viene riconosciuta nella sua interezza, senza negare la frattura. L’orchestrazione incornicia questo passaggio come un ultimo respiro, e il ritorno al giradischi riporta tutto alla stanza iniziale. È un epilogo che accoglie ciò che è stato e lascia andare ciò che non può più tornare.


Daniel Dagrezio è un cantautore e musicista che, dopo il diploma in pianoforte, ha costruito un percorso continuativo tra formazione, scrittura e performance dal vivo. Nel tempo ha composto e scritto brani anche per altri artisti, collaborando con diverse etichette discografiche indipendenti.

Parallelamente porta avanti un’intensa attività live come cantante e performer in produzioni e spettacoli itineranti, con oltre 350 repliche in tutta Italia. Ha curato progetti di direzione artistica per eventi e brand come Hilton e Martini, coordinando gruppi di musicisti e format musicali. Tra le sue esperienze figurano anche la realizzazione di musiche originali per una serie animata diretta da Enzo D’Alò e la collaborazione con Giorgio Vanni e il suo team per la scrittura e produzione di alcuni brani.

Negli ultimi anni ha affiancato all’attività artistica un ruolo di recruiter e formatore di musicisti per grandi realtà dell’intrattenimento, lavorando a stretto contatto con performer e team creativi.

Dopo un periodo dedicato soprattutto al live e all’organizzazione, Dagrezio all’inizio del 2026 torna al progetto autoriale con i singoli “È tutta un’altra vita” e “Che dire di lei…?”, anticipazioni dell’album di inediti “Le mie cinque fasi”, in uscita il 18 marzo 2026.


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lunedì 2 marzo 2026

Gam Gam risuona a Sanremo

 Nella cover di Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso riaffiora la storica hit dei DJ Mauro Pilato e Max Monti, simbolo di pace e memoria, tornata protagonista sul palco dell’Ariston.



 

Nell’ esibizione di Dargen D’Amico eseguita insieme a Pupo e Fabrizio Bosso, tra l’incipit de “Il Disertore”, le parole del rapper, la magistrale esecuzione alla tromba di Fabrizio Bosso e le parole della hit di Pupo, si è nettamente riconosciuto il tappeto sonoro di Gam Gam, il brano scritto negli anni 80 da Elie Botbol su testo della Bibbia e lanciato sul mercato mondiale in versione elettronica dai Dj  Mauro Pilato e Max Monti nel 1994.

Rimasto per anni ai primi posti delle classifiche internazionali, ancora oggi è tra i brani più trasmessi e programmati grazie anche alla versione che Pilato e Monti hanno realizzato recentemente con Deborah De Luca, DJ italiana di fama internazionale; oggi il brano conta più di 15 milioni di stream su Spotify.

Grazie alla grande popolarità che i due DJ hanno dato al brano, lo stesso ha raggiunto come inno sportivo gli stadi di tutto il mondo, oltre all’inserimento nella colonna sonora del film, “Jona che visse nella balena” curata da Ennio Morricone negli anni 90. Per il suo testo biblico, il brano è oggi un simbolo di pace ed è diventato l’inno del giorno della Memoria.


IG:

@max_monti 

@mauro­_pilato 

mercoledì 18 febbraio 2026

Fabio Armiliato e Giovanna Nocetti - “Sarà il lampo”

 Il nuovo singolo dell’artista genovese, scritto e composto da Massimo Zennaro: un incontro tra vocalità lirica e scrittura cinematografica




Il progetto nasce dal dialogo artistico tra Fabio Armiliato e Massimo Zennaro, che da tempo lavorano alla ricerca di un linguaggio capace di avvicinare mondi apparentemente distanti. In “Sarà il lampo” la voce del celebre tenore si muove su armonie costruite con cura artigianale, accordatura a 432 Hz e un impianto sonoro che guarda al cinema più che alla tradizione operistica. Il risultato è un brano che invita all’ascolto lento, alla consapevolezza, a una dimensione che il testo definisce come “quinta”, intesa come spazio interiore in cui ritrovare il senso della Vita e del Tutto.


Accanto ad Armiliato c’è la presenza speciale di Giovanna Nocetti, artista dalla lunga storia musicale, la cui voce aggiunge un colore prezioso al brano. Il loro incontro crea un equilibrio particolare: due timbri diversi che si riconoscono e si sostengono, dando forma a un’alchimia emotiva che attraversa tutta la canzone.


Il singolo è scritto e composto da Massimo Zennaro, autore anche dell’impianto sonoro e dell’idea estetica del progetto.


Fabio Armiliato è una delle voci più riconosciute della lirica internazionale. Nato a Genova e diplomato al Conservatorio “Niccolò Paganini”, si forma con maestri come Ettore Campogalliani, Franco Corelli e Magda Olivero. Debutta giovanissimo nel Simon Boccanegra e da allora canta nei teatri più importanti del mondo: Metropolitan Opera House, Teatro alla Scala, Opéra de Paris, Arena di Verona, Covent Garden, Wiener Staatsoper, Teatro Real, NHK di Tokyo.


Le sue interpretazioni in ruoli come Mario Cavaradossi (Tosca) e Andrea Chénier sono considerate punti di riferimento. Negli ultimi anni ha raccolto nuovi successi in Otello, Pagliacci, Adriana Lecouvreur, Norma e Carmen, fino ai recenti trionfi in Cile e Perù.


Parallelamente alla carriera operistica, Armiliato si è distinto anche nel cinema: Woody Allen lo sceglie come protagonista in “To Rome with Love”, e nel 2021 interpreta il docufilm Enigma in Tempo Rubato. Ha collaborato con artisti di fama mondiale, partecipato a tre edizioni del Concerto di Natale in Vaticano e portato nel mondo il progetto RecitaL CanTANGO, dedicato alle radici italiane del Tango Canción.


È stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il titolo di “Ambasciatore di Genova nel Mondo” e quello di “Corrispondente Diplomatico di Malta” per meriti artistici e umanitari. Nel 2024 ha pubblicato l’autobiografia “Una vita in canto (L’Alchimia della Voce)”, presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino

Giovanna Nocetti, conosciuta semplicemente come Giovanna, è una delle voci più riconoscibili della musica leggera italiana. Nata a Viareggio, si forma tra chitarra e canto jazz con il Maestro Sante Palumbo e debutta a livello nazionale nel 1969 partecipando al programma televisivo Settevoci di Pippo Baudo, che la porta subito all’attenzione del grande pubblico.

Negli anni Settanta prende parte ai principali appuntamenti musicali dell’epoca — Cantagiro, Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, Canzonissima — collaborando con autori come Mino Reitano, Bruno Lauzi, Mogol e Lucio Battisti. Nel 1979 ottiene un grande successo discografico con “Il mio ex”, brano che rimane in classifica per due anni consecutivi e che ancora oggi è tra i suoi titoli più ascoltati.

Parallelamente all’attività di interprete, Giovanna sviluppa un percorso artistico e produttivo di grande rilievo. Nel 1980 fonda l’etichetta Kicco Music, dedicata alla musica classica e operistica, con cui scopre e sostiene numerosi talenti, tra cui Fabio Armiliato, e collabora con figure come Katia Ricciarelli e Nilla Pizzi. La sua attività come produttrice e talent scout le vale riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Leone d’Oro al Teatro Goldoni di Venezia e il Premio Thomas Schippers per i 40 anni della sua etichetta.

Nel corso della carriera si distingue anche in ambito teatrale, televisivo e concertistico: partecipa a programmi di grande popolarità, incide l’album “Giovanna canta Nino Rota” che raggiunge il primo posto negli Stati Uniti nel 1997, compone per il Giubileo del 2000 e dirige numerose produzioni liriche in tutta Italia.

Negli ultimi anni torna in scena con “Giovanna - Omaggio a Milva”, spettacolo accolto con grande successo di pubblico e critica, da cui nasce il doppio album “Indifferentemente”. Nel 2024 pubblica il nuovo disco di inediti “C’est la Vie" e continua a essere presenza attiva in televisione, radio e teatri, confermandosi figura di riferimento della cultura musicale italiana.


Etichetta: G Records


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martedì 17 febbraio 2026

Dirlinger: “La città ideale // Il vecchio e il mare”

 Il doppio singolo del cantautore marchignolo - a cavallo tra Romagna e Marche - inaugura una fase più intima e raccolta




La release esce in digitale e in vinile, come un 45 giri contemporaneo: il “lato A” è il brano destinato alle radio, mentre il “lato B” completa il quadro con un racconto parallelo


Dopo un anno trascorso in viaggio con l’album “cOntastorie”, tra palchi, festival e incontri, Dirlinger si ferma. Si guarda intorno, fa ordine, decide cosa portare con sé e cosa lasciare indietro. Da questa pausa nasce “La città ideale // Il vecchio e il mare”, un doppio singolo che segna un nuovo inizio: due brani che si parlano, che si osservano da angolazioni diverse, uniti da un approccio più acustico e raccolto, ispirato dalle sonorità di Elliott Smith e Filippo Gatti e da un clima emotivo che affonda le radici negli anni post‑COVID.


“La città ideale” riflette sull’amore come luogo in cui ritrovarsi. La persona amata diventa una “città ideale” nel senso rinascimentale del termine: uno spazio ordinato, armonico, capace di proteggere senza chiudere, un punto fermo in mezzo al disordine del mondo. Una casa possibile, costruita con la cura più che con le mura. È il brano che apre la release e accompagna l’uscita radiofonica.


“Il vecchio e il mare” nasce invece da un riadattamento libero del romanzo di Hemingway. Dirlinger ne raccoglie lo spirito: la capacità di lasciarsi sorprendere dagli imprevisti, di accoglierli come occasioni per conoscersi davvero. È una canzone che guarda al mare come a un orizzonte che mette alla prova, ma che allo stesso tempo apre strade inattese.


La copertina tiene insieme questi due mondi: le mura che proteggono la città e, in contrasto, il mare aperto con una barca che vi si spinge. Due immagini sovrapposte che raccontano il movimento tra rifugio e viaggio che attraversa l’intero progetto.


Il doppio singolo è interamente scritto, suonato, arrangiato, registrato, mixato e masterizzato da Dirlinger, che firma ogni dettaglio del lavoro. Le fotografie e la grafica sono di Rita Igbinomwanhia.


Andrea Sandroni, in arte Dirlinger, è un cantautore e storyteller, un autentico menestrello “marchignolo" (si muove artisticamente tra Romagna e Marche). Con la sua chitarra, racconta storie d’amore, di religione e di vita quotidiana, toccando temi universali che risuonano con il pubblico.

Inizia il suo percorso musicale esibendosi dal vivo nelle serate della riviera adriatica, affermandosi come organizzatore e protagonista de Il Salotto di Dirlinger, un evento dedicato ai cantautori indipendenti. Nel 2022 esordisce con il singolo "Pantera di Mare", un’autoproduzione che cattura l’attenzione di festival e concorsi musicali, segnando il primo passo di un viaggio artistico in continua evoluzione. A seguire pubblica l’EP "Bildungsroman // Romanzo di formazione", consolidando la sua identità musicale.

Nel 2024, Dirlinger si afferma non solo come cantautore, ma anche come comunicatore. È coautore e conduttore del programma radiofonico "Nota Bene" su Radio Talpa Cattolica, dove dialoga con artisti di spicco legati alla canzone d’autore, tra cui Claudio Fabi, Stefano Pio e Roberto Costa. Lo stesso anno è scelto come open act in prestigiosi eventi, tra cui:

Gianluca De Rubertis allo Spazio WEBO di Pesaro per la tournée promozionale de L’equazione del destino (primavera 2024); Rumore Adriatico - Musica dal presente, festival estivo dedicato alla musica alternativa (estate 2024); Festival Errare e Umano, al fianco di Alberto Bertoli (ottobre 2024).

Nell’autunno 2024 esce il suo primo album autoprodotto, “cOntastorie”, da cui vengono estratti i singoli “Mafalda” e “Shalom”. 

Nel Febbraio 2025 è openact dei Nomadi all’interno della storica manifestazione “Nomadincontro” di Novellara (RE). A maggio 2025 suona il suo album sul palco MEI di Eufonica, alla Fiera di Bologna; in ottobre 2025 si è esibito tra gli artisti emergenti sul palco del MEI di Faenza.

Nel 2025 è selezionato per Il Tenco Ascolta e si esibisce al Meco Fest in apertura a Greta Zuccoli.

Tra il 2025 e il 2026 debutta anche come compositore per il cinema, firmando le musiche dei cortometraggi Amore distante e A piccole dosi. Nel marzo 2026 sarà alla Libreria Bocca di Milano con La parola contata, recital‑concerto con ITA.


Riconoscimenti e Premi:


Dicembre 2025: “Premio Miglior Testo” e “Terzo classificato – Autori al Centro” in Grosseto

Luglio 2025: “Premio della Critica – LiXio” in Ravenna

Giugno 2025: “Premio della Giuria – Gambe all’Aria Festival” in Verona

Maggio 2025: “Primo Premio – MusicLab” in Velletri    

Luglio 2024: “Secondo Premio – HoE Contest” in Laives.

Dicembre 2024: “Premio della Critica – Premio Pigro” in Teramo

Dicembre 2024: “Primo Premio Categoria Giovani Sez. Inediti” e “Premio Radiofonico” a Festival Sotto il Conero di Ancona

Aprile 2024: Primo Premio - Premio Augusto Daolio e Targa Bertoli – Concorso Augusto Daolio (Chiaravalle, AN)

Luglio 2023: Premio iVisionatici Festival – Punta alle Stelle (Massa Lombarda, RA)

Luglio 2023: Premio speciale Voice Evolution Institute e Premio Radio Italia Anni 60 TV – Festival di Gatteo (FC)

Marzo 2023: Premio della Critica – Sala Stampa – The Best Talent (Forlì)

Settembre 2022: Premio Schnell – SayFest (Fano, PU)


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lunedì 16 febbraio 2026

Vincenzo Zocco feat. Madn3ssArk & Naza: “Senso

Il nuovo singolo prodotto da EGP Production è un dialogo tra generazioni del rap e una voce R&B che diventa ponte emotivo





“Senso” nasce dall’incontro tra tre visioni musicali diverse, che trovano un terreno comune nella ricerca di autenticità. Il brano mette in relazione due generazioni del rap: da una parte l’energia diretta di Madn3ssArk, rappresentante della Generazione Z; dall’altra la scrittura più lenta e riflessiva di Naza, figura storica della scena rap italiana. Tra queste due anime si inserisce la vocalità di Vincenzo Zocco, che con un R&B melodico e un’impronta pop d’autore costruisce il filo emotivo che tiene insieme l’intero pezzo.


Il singolo, scritto da Zocco, Madn3ssArk e Naza e prodotto da EGP Production, affronta il tema dell’amore per sé stessi e della necessità di ritrovare significato nelle piccole cose quotidiane. L’infanzia diventa un luogo simbolico da cui ripartire: uno spazio di semplicità e autenticità che permette di guardare al presente con maggiore consapevolezza.


Dal punto di vista sonoro, Senso unisce texture elettroniche contemporanee a una sensibilità melodica tipicamente italiana, creando un ambiente immersivo che accompagna il racconto emotivo dei tre artisti. La copertina — un cuore di ghiaccio frantumato con un nucleo rosso vivo — restituisce visivamente la tensione centrale del brano: fragilità che si incrina e lascia emergere una nuova forma di calore.


Il singolo rappresenta il primo passo di un percorso più ampio: un EP R&B e Soul che Zocco sta costruendo come un viaggio elegante e contemporaneo, radicato nella tradizione melodica italiana ma aperto al dialogo con nuove generazioni e nuovi linguaggi. Le collaborazioni non sono pensate come semplici featuring, ma come incontri creativi che arricchiscono un’identità artistica fondata su una scrittura intima e autobiografica.


Vincenzo Zocco è un cantautore italiano che unisce pop d’autore, R&B e sensibilità soul. La sua scrittura, fortemente autobiografica, intreccia emozioni, memoria e riflessione con melodie curate e atmosfere contemporanee. Parallelamente alla musica, è docente di Storia e Filosofia, una formazione che si riflette nella profondità tematica dei suoi testi.


Tra il 2017 e il 2018 pubblica diversi singoli, tra cui “Brivido sulla schiena”, che ottiene ottimi risultati nella scena radiofonica indipendente. Nel 2018 firma una personale reinterpretazione di “Quando nasce un amore” di Anna Oxa, mostrando una naturale capacità di dialogare con la tradizione italiana.


Dopo alcuni anni di pausa dalle pubblicazioni, Zocco torna nel 2026 con “Senso”, un brano che segna l’inizio di un nuovo percorso artistico: un lavoro che guarda all’R&B e al soul come territori espressivi in cui far convivere introspezione, melodia e contemporaneità.


Etichetta: EGP Production


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mercoledì 11 febbraio 2026

Caronte Showcase @Sanremo 2026

Live e interviste per gli artisti emergenti durante la settimana del Festival 




Sanremo — Durante la 76a edizione del Festival di Sanremo 2026 (24–28 febbraio), Caronte Music Group presenta il “Caronte Showcase @Sanremo”, un format che unisce esibizioni dal vivo e momenti di racconto artistico, con l’obiettivo di offrire visibilità agli artisti emergenti nel contesto della settimana sanremese. 

Il progetto, realizzato in collaborazione con ADN Italia S.p.A., prevede performance con brani originali accompagnate da una breve presentazione artistica, all’interno de Il Salotto delle Celebrità. 

A partecipare allo showcase saranno gli artisti di Caronte Music Group e IMI Music: Camilla, Lulys, Undermyegomusk, Leudys, Cridam, Freddi, Axel Tellerr, Nicolaj e Sammy. 

Il format si integra con un presidio radiotelevisivo: ogni artista prenderà parte a un’intervista trasmessa in diretta dal Palafiori di Sanremo, all’interno della prestigiosa location Casa Sanremo – Piazza Marconi, attiva dal 22 al 28 febbraio 2026. 

Radio Jukebox racconterà il Festival con dirette quotidiane 10.00–15.00 e 16.00–19.00, tra interviste, commenti e approfondimenti, con attenzione anche alle attività “fuori Teatro Ariston”. La diffusione è prevista su radio, tv e digitale: l’emittente indica una rete con 359.000 ascoltatori nel giorno medio, 27.000 sessioni di streaming giornaliere e una copertura radiofonica in 48 province italiane; la distribuzione è amplificata anche su Radio Jukebox TV e sulla piattaforma ADN Play (canale 254 del digitale terrestre), oltre a ulteriori province in digitale terrestre. 

«Lo showcase nasce per creare un’occasione professionale in cui performance e racconto convivono, facilitando l’incontro tra artisti e media», spiegano gli organizzatori. «L’integrazione con le dirette radiotelevisive consente di ampliare la distribuzione dei contenuti e di dare continuità alla narrazione», aggiungono. 







Caronte Music Group Srl
P.zza Gae Aulenti 1, Torre B, Milano 20154
info@carontemusicgroup.com 
www.carontemusicgroup.com  

Daniel Dagrezio: "Le mie cinque fasi"

Il nuovo album del cantautore lombardo è un viaggio emotivo che attraversa il dolore fino a trasformarlo in un racconto cinematografico “Le ...