lunedì 26 ottobre 2026

REVOC , “Tanto Resti Qui”, il nuovo singolo

Un brano pop rock che racconta il momento sospeso tra un addio annunciato e il desiderio di restare ancora insieme




È disponibile “Tanto Resti Qui”, il nuovo singolo dei REVOC, collettivo artistico multidisciplinare no-profit nato nel 2025 e caratterizzato da un approccio indipendente e condiviso alla produzione musicale.

Il nuovo brano si muove su coordinate pop rock e racconta una situazione tanto semplice quanto universale: quel momento in cui una relazione sembra arrivata al punto di rottura, ma il desiderio di restare continua a essere più forte della decisione di andare via.

“Tanto Resti Qui” mette al centro proprio questa contraddizione emotiva. Le chiavi sono già in mano, la giacca è indossata, è tardi e tutto sembra suggerire che sia arrivato il momento di salutarsi. Eppure qualcosa impedisce di compiere l’ultimo passo.

Il brano fotografa così la tensione tra razionalità e sentimento, tra la consapevolezza che sarebbe forse necessario chiudere una storia e quella forza difficilmente spiegabile che continua invece a tenere insieme due persone.
Il racconto passa attraverso immagini quotidiane: la musica alta, i vicini infastiditi, i sorrisi complici e la capacità di riconoscersi reciprocamente anche nelle proprie imperfezioni. Non servono grandi promesse o dichiarazioni solenni: a volte sono proprio i piccoli dettagli condivisi a rendere autentico un legame.
«Questo brano nasce da quel secondo esatto in cui vorresti andare ma sai già che rimarrai. È una fotografia delle piccole contraddizioni che rendono un legame vero, realizzato con la forza di chi crede nella musica fatta di idee prima che di budget», raccontano i REVOC.




Il progetto REVOC nasce nel 2025 con una struttura volutamente aperta: non un singolo artista, ma un collettivo che riunisce di volta in volta voci, musicisti e turnisti differenti, dando vita a produzioni indipendenti fondate sulla collaborazione e sulla condivisione creativa.
Alla base del progetto c’è l’idea che sia possibile realizzare musica, arrangiamenti e produzioni curate anche senza grandi disponibilità economiche, puntando soprattutto sulla forza delle idee, sulla passione e sull’aggregazione artistica.
Il nome stesso, REVOC, è l’anagramma di “cover” e rappresenta simbolicamente la filosofia del collettivo: non limitarsi a replicare, ma provare a inventare, immaginare e costruire qualcosa di nuovo.
Dopo i singoli “Balla Balla Boom Boom Boom” e “Because You Believed”, pubblicati nel 2025, REVOC prosegue il proprio percorso con “Tanto Resti Qui”, un nuovo capitolo pop rock dal forte contenuto emotivo e caratterizzato da un ritornello immediato.

Spotify:
https://open.spotify.com/intl-it/track/3xtZGj4NBVB6CYLPXjXr4a?si=89dde22d1968465f

Instagram:
https://www.instagram.com/revocmusica/
YouTube:
https://www.youtube.com/@revocmusica


mercoledì 21 ottobre 2026

Apalis: “Giorgio”

Il nuovo singolo estratto dall’album “Dai ciliegi” trasforma una disputa familiare in una satira umana e sociale capace di raccontare le piccole miserie del nostro tempo





“Giorgio” è il nuovo singolo di Apalis, tratto dall'album d'esordio “Dai ciliegi”. Dopo la dimensione allegorica e spirituale della title track, il progetto si sposta su un terreno più terreno e narrativo, raccontando una vicenda apparentemente ordinaria che finisce per assumere un valore universale.


Al centro del brano c'è il conflitto tra due cugini, entrambi benestanti eppure incapaci di trovare una forma di serenità. Tra incomprensioni, rancori accumulati, dispetti e accuse reciproche, la loro rivalità cresce fino a trasformarsi nel ritratto di una piccola guerra domestica. La narrazione procede con toni ironici e grotteschi, osservando da vicino quelle dinamiche che spesso nascono da motivazioni minime ma finiscono per occupare completamente la vita delle persone coinvolte.


“Giorgio” non si limita però al racconto di una vicenda privata. Attraverso il sarcasmo e l'esagerazione, il brano mette a fuoco meccanismi più ampi: l'incapacità di ascoltarsi, il risentimento che si sedimenta nel tempo e che spesso si trasmette tra generazioni diverse, trasformando vecchi dissidi familiari in eredità emotive difficili da sciogliere. A questo si aggiunge quella forma di egoismo che porta a trasformare ogni conflitto in una questione di principio. La quotidianità diventa così lo specchio di una società frammentata, nella quale è sempre più difficile trovare uno spazio di comprensione reciproca.


Sul piano musicale, la canzone si sviluppa come una narrazione in movimento. Il pianoforte e le percussioni costruiscono un andamento incalzante che accompagna l'escalation del racconto, sostenendo una scrittura rapida e vivace. Il risultato è un brano dal forte impatto narrativo, capace di trasformare una lite di vicinato in una satira sociale immediata e sorprendentemente attuale.


All'interno di “Dai ciliegi”, “Giorgio” rappresenta uno dei momenti più ironici dell'opera, ma conserva la stessa attenzione verso la fragilità umana che attraversa l'intero progetto. Dietro il sorriso e la caricatura emergono infatti le contraddizioni, le debolezze e le paure che accomunano tutti.


Come tutto il lavoro di Apalis, anche “Giorgio” nasce lontano dalle logiche dell'esposizione continua e dell'intrattenimento veloce. La canzone si inserisce in un percorso che mette al centro la parola, l'ascolto e la possibilità di osservare la realtà da prospettive inconsuete, affidando alla musica il compito di trasformare una storia particolare in una riflessione più ampia sul presente.


Apalis è un progetto che rifiuta l’iper‑esposizione e la logica dei social per restituire alla musica il suo spazio originario: l’ascolto puro. L’artista sottrae il corpo, evita ogni piattaforma e offre la propria opera esclusivamente su apalis.it, luogo ermetico in cui la fruizione diventa rito e scelta consapevole. La sua ricerca unisce cantautorato colto, spoken word, art pop e minimalismo elettronico, con una vocalità recitativo‑cantata che trasforma la parola in dispositivo narrativo e spirituale. “Dai Ciliegi”, album autoprodotto, è l’esordio del progetto, disponibile per l’ascolto esclusivamente sul sito ufficiale dell’artista.


Sito ufficiale

martedì 20 ottobre 2026

Dresda: “Il mio amico”

Il nuovo singolo della band milanese racconta ciò che resta dei legami quando la vita costringe a percorrere strade diverse





«È una canzone di cui siamo innamorati e che ci ha fatto penare più di tutte in studio. Forse perché, in fondo, è una dedica ai nostri amici e a noi stessi. Suonarla è sempre emozionante.» Dresda


“Il mio amico” è il nuovo singolo dei Dresda, terzo estratto dall'album “Civili”, in uscita per Musica Distesa il 23 ottobre. 


Se i precedenti singoli affrontavano l'anestesia emotiva del presente e la pressione esercitata dalla cultura della performance, questo nuovo capitolo sposta lo sguardo sulle persone che accompagnano il nostro percorso e sui legami che resistono al tempo.


“Il mio amico” è un mosaico composto da tante vite diverse, attraverso le quali la canzone costruisce un racconto collettivo che parla di amicizia, vicinanza e cura reciproca. Alcune relazioni resistono, altre si trasformano, altre ancora si perdono lungo la strada. “Il mio amico” osserva tutto questo senza cinismo, cercando invece di riconoscere il valore dei legami e dei ricordi che continuano a formarci.


Dal punto di vista sonoro, “Il mio amico” è una ballad dal respiro ampio e cinematografico. La band la definisce uno dei brani più complessi da portare a termine, ma anche uno dei più rappresentativi del disco. L'arrangiamento costruisce un'atmosfera intensa e affettuosa che accompagna il peso emotivo del testo, facendo emergere quella dimensione corale che porta il brano a chiudere sia l'album sia molti dei concerti dei Dresda.


All'interno dell'album, il brano rappresenta uno dei momenti più aperti e concilianti. Dopo la rabbia di “Civili” e le tensioni raccontate in “Maledetto orgoglio”, qui emerge una possibilità diversa: quella del perdono, verso gli altri e verso sé stessi. 


Con l'uscita de “Il mio amico” si completa il percorso di avvicinamento a “Civili”, il primo album della band. Il disco sarà presentato dal vivo sabato 7 novembre al Circolo Arci Bellezza di Milano, in un concerto che porterà sul palco l'intero universo narrativo e sonoro costruito dai Dresda nel corso di questi anni.


Il disco è stato registrato tra Milano e le Marche, prodotto da Giuliano Dottori, mixato da Max Lotti e masterizzato da Giovanni Nebbia.  L’artwork del progetto è realizzato da Stefano Sartori in arte Satiro Sfrenato.


I Dresda nascono a Milano nel 2023 dall’incontro tra Enrico Giorgino e Francesco Parisotto. Il progetto prende forma con l’ingresso di Luca Montecchi durante le registrazioni del primo EP e si completa con Marco Cattaneo, entrato in vista della presentazione live del nuovo album "Civili".

Nel 2024 pubblicano l’EP d’esordio “Dresda”, prodotto da Giuliano Dottori, che li seguirà anche nella realizzazione del primo album “Civili”, in uscita a settembre 2026.

Dal vivo i Dresda hanno portato i brani dell’EP e parte del nuovo album sui palchi della scena milanese, esibendosi in spazi come Detune, Barrios, CIQ – Centro Internazionale di Quartiere e Circolo San Luìs. 

Il primo singolo estratto dal nuovo album è la title track “Civili”, in radio dal 13 marzo 2026, seguito il 5 giugno da “Maledetto orgoglio”. Il 9 ottobre arriva “Il mio amico”, terzo singolo e ultima anticipazione dell’album in uscita il 23 ottobre. Il disco sarà presentato dal vivo sabato 7 novembre al Circolo Arci Bellezza di Milano.


Etichetta: Musica Distesa


CONTATTI E SOCIAL

Instagram

Spotify 

Amennula: “Semu a mari ’mbare”

Il nuovo singolo del duo siciliano affronta il disorientamento del presente con ironia e un invito a non arrendersi





«“Semu a mari ’mbare” potrebbe tradursi con “siamo in alto mare, amico”. In realtà significa qualcosa di diverso: la situazione è tragica, ma non è seria.» Amennula


“Semu a mari ’mbare” è il nuovo singolo del duo Amennula, secondo capitolo del percorso che conduce al disco d’esordio del progetto formato da Daniele Grasso ed Elisa Milazzo. Un brano che nasce dall'osservazione di un presente incerto e spesso frustrante, ma che sceglie di reagire attraverso il linguaggio più naturale della cultura popolare: l'ironia.


La canzone prende spunto da una sensazione diffusa. Il costo della vita che cresce, le difficoltà quotidiane, il lavoro che fatica a garantire stabilità, la burocrazia che rallenta ogni percorso e un contesto internazionale sempre più inquieto alimentano un senso di smarrimento condiviso. Gli Amennula trasformano tutto questo in un'affermazione che può sembrare una resa, ma che in realtà funziona come una formula apotropaica e una chiamata all'azione.


L'espressione “Semu a mari ’mbare”, tipica del parlato siciliano, comunica infatti la consapevolezza di trovarsi in una situazione complicata senza rinunciare alla possibilità di reagire. Un modo di affrontare le difficoltà che appartiene profondamente alla cultura dell'isola, dove anche le espressioni più amare conservano spesso una scintilla di ironia e vitalità.


Musicalmente il brano conferma l'identità degli Amennula, sospesa tra tradizione e contemporaneità. L'apertura si affida alla dimensione dei cuntastori, tra melodia antica e parole del presente. Da lì la canzone si trasforma in una danza irregolare e contagiosa costruita attorno al suono sferragliante del dobro, al tamburo a cornice, a una tuba quasi nascosta nell'arrangiamento e a un coro di amici che amplifica il carattere collettivo del racconto.


Il brano anticipa il disco d’esordio, in uscita in autunno per Dcave Records con edizioni Digital Noises, un lavoro che attraversa folk arcaico, blues delle radici, suggestioni mediorientali e minimalismo elettronico. È un percorso che guarda ai sud del mondo come luoghi di incontro e trasformazione, e che trova nella Sicilia un punto di partenza e di ritorno.


Amennula è il progetto di Daniele Grasso ed Elisa Milazzo, nato dall’incontro tra la montagna e il mare siciliani. La loro musica unisce corde antiche, percussioni, droni, piccoli synth e loop vocali in un suono che è insieme arcaico e contemporaneo. Dentro convivono tracce di tradizione popolare, canti religiosi, blues delle radici e suggestioni mediorientali raccolte lungo le coste dell’isola. Le composizioni oscillano tra trance e ritmo, raccontando le pulsioni profonde dell’essere umano e guardando ai sud geografici e sociali come luoghi di trasformazione.

Elisa porta con sé la ricerca sulla musica popolare siciliana, i canti religiosi dell’isola e un interesse per la musica urban. Daniele arriva da un lungo percorso come musicista, produttore e sound engineer, con un lavoro costante sulla contaminazione mediterranea. Insieme costruiscono un linguaggio che ingloba cialome, root blues, minimalismo elettronico e inflessioni berbere, trasformando la tradizione in una radice viva e contemporanea. 

Gli Amennula hanno completato le registrazioni del loro disco d’esordio, previsto per l’autunno 2026. Il primo singolo è “Tinnairi (loop di sale)”, in radio dall’8 maggio 2026. Sempre a maggio presentano il brano a Eufonica Bologna, ospiti degli appuntamenti organizzati dal MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e partecipano alla celebrazione dei 25 anni di attività di Dcave Records, etichetta che pubblica il progetto. Il 9 ottobre arriva in radio il secondo singolo “Semu a mari ’mbare”.


Etichetta: Dcave Records 


CONTATTI E SOCIAL

Facebook

Instagram

TikTok

giovedì 15 ottobre 2026

Corto Flegreo Accende Il Sud: Cinema, Giovani Talenti e Cultura In Rete

 Il 17 ottobre a Napoli la VI edizione del festival, le premiazioni delle 48 Ore Flegree e la tappa conclusiva di CortoCircuito Sud. Un incontro tra creatività, territori ed eccellenze del Mezzogiorno




NAPOLI, 17 ottobre 2026, Il cinema come linguaggio universale, i giovani come protagonisti e la cultura come motore di sviluppo del Mezzogiorno. Sabato 17 ottobre, alle ore 19.30, l'Auditorium Porta del Parco di Napoli ospiterà la serata conclusiva della VI edizione del Festival Corto Flegreo, promossa da Liberass APS, che accoglierà anche la staffetta di CortoCircuito Sud, la rete culturale che unisce festival, artisti, territori e nuove generazioni del Sud.


Saranno celebrati i vincitori del festival, autori di opere capaci di raccontare emozioni, identità, libertà e bellezza. A ciascuno sarà consegnata un'opera esclusiva del Maestro Domenico Sepe, in un incontro simbolico tra cinema e scultura. Atteso anche il Premio della Critica assegnato da Valerio Caprara, tra le voci più autorevoli della critica cinematografica italiana.


Spazio alle nuove generazioni con i protagonisti di «48 Ore per Creare un'Idea Flegrea», il contest che sfida i giovani a ideare, scrivere, girare e montare un cortometraggio originale in appena 48 ore, trasformando creatività e lavoro di squadra in esperienza concreta.


La serata segnerà inoltre la conclusione della staffetta di CortoCircuito Sud, progetto che mette in relazione esperienze culturali e patrimoni del Mezzogiorno, costruendo nuove opportunità di collaborazione e partecipazione. Un percorso che torna nei Campi Flegrei, dove ha avuto origine, per affermare una visione del Sud non come periferia, ma come laboratorio di idee, talenti e innovazione culturale.


Nel corso dell'evento saranno conferiti anche i *Premi alle Eccellenze Meridionali, promossi nell'ambito delle iniziative della Commissione Cultura dell'Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori, con la partecipazione del presidente Alessandro Caramiello, del vicepresidente Vincenzo Vescera e del direttore tecnico Giovanni Barretta.


A guidare il progetto è Maria Grazia Siciliano, ideatrice e direttrice artistica del Festival, presidente di Liberass APS e della Commissione Cultura dell'Intergruppo parlamentare.


La manifestazione dedicherà un pensiero particolare alla comunità di Pozzuoli e a quanti vivono condizioni di vulnerabilità e incertezza, riaffermando il valore della cultura come strumento di vicinanza, partecipazione e coesione sociale.


Dal cuore della Terra Ardente, una luce per il Sud.


Auditorium Porta del Parco – Via Diocleziano 341, Napoli – Sabato 17 ottobre 2026, ore 19.30.

mercoledì 14 ottobre 2026

Michele Coletta: “Boom”

 Il nuovo singolo dell’artista pugliese, genovese d’adozione, racconta quell’istante in cui un incontro cambia il ritmo del cuore e trasforma una sensazione in qualcosa di impossibile da ignorare




“Boom” è il nuovo singolo estratto dall’EP “Piano piano” di Michele Coletta, pubblicato il 3 luglio 2026 per Rossodisera Records.


Il cantautore torna in radio con un brano pop dance che mette al centro l’energia dell’innamoramento e la forza degli incontri che arrivano all’improvviso, senza chiedere permesso, modificando il modo di vedere il mondo.


La canzone racconta quell’istante preciso in cui una presenza riesce a interrompere la normalità delle giornate. Uno sguardo, una sensazione difficile da spiegare, un battito che accelera. Da quel momento tutto sembra assumere un significato diverso e anche le piccole cose acquistano una luce nuova.


Attraverso un linguaggio diretto e immagini semplici, “Boom” accompagna l’ascoltatore dentro il percorso emotivo di chi scopre che quella scossa inattesa non è altro che la voce del cuore che cerca spazio. L’amore assume la forma di un’energia positiva che avvicina, costruisce e invita a lasciarsi andare, trasformando paure e incertezze in desiderio di vivere pienamente ciò che si prova.


Le sonorità pop dance, il ritmo immediato e il ritornello coinvolgente sostengono una canzone che celebra la parte più spontanea dei sentimenti. Il titolo diventa così il simbolo di una piccola rivoluzione interiore, di quel momento in cui una persona riesce a cambiare il ritmo delle emozioni e a lasciare un segno destinato a durare.


Scritto da Michele Coletta e Umberto Canino, con musiche firmate dagli stessi Michele Coletta e Umberto Canino insieme ad Antonio Lanotte, “Boom” rappresenta il momento dell’energia e dello slancio all’interno dell’EP “Piano piano”.


Michele Coletta è un artista e autore italiano che ha costruito il proprio percorso unendo formazione musicale, esperienza di vita e una ricerca costante di autenticità. Dopo gli studi al Conservatorio e un periodo dedicato all’Università e alla famiglia, torna alla musica con un progetto che fonde funk, reggae, pop e sonorità mediterranee, trasformando emozioni ed esperienze in canzoni dal respiro contemporaneo.

La sua cifra stilistica risiede nella capacità di attraversare generi diversi mantenendo una forte coerenza espressiva: al centro ci sono sempre le persone, le storie, la libertà, l’inclusione e la voglia di costruire un messaggio positivo. La musica diventa per lui uno spazio di dialogo, un modo per raccontare ciò che unisce e ciò che fa sentire vivi.

Con l’EP “Piano piano”, in uscita il 3 luglio 2026, Michele Coletta propone un viaggio fatto di energia, leggerezza e riflessione, dove ogni brano rappresenta una sfumatura diversa dell’esperienza umana. “Balliamo piano” è il primo singolo estratto dall'opera, in radio dal 12 giugno, seguito il 26 giugno da “Sutta lu sule”. Il 2 ottobre torna in radio con il brano “Boom”, terzo estratto dall’EP.


Etichetta: Rossodisera Record


CONTATTI E SOCIAL

Facebook

Instagram

YouTube

TikTok

Spotify

lunedì 12 ottobre 2026

Karbonica, “La Mia Luce”: un interessante percorso del singolo che segna il ritorno della band siciliana

 Un progetto musicale che ha riportato al centro dell'attenzione l'identità alternative rock del gruppo e un messaggio di libertà espressiva, consapevolezza e rifiuto dell'omologazione culturale.




È stato molto interessante il percorso  promozionale di “La mia luce”, il singolo con cui i Karbonica hanno segnato il proprio ritorno sulla scena musicale dopo un periodo di inattività iniziato nel 2018.

Una promozione costruita attorno a un progetto artistico che va oltre la semplice pubblicazione discografica, riportando l'attenzione su una band che ha sempre fatto della coerenza espressiva, dell'indipendenza e dell'impegno nei testi alcuni dei propri elementi distintivi.

“La mia luce” rappresenta infatti una dichiarazione di intenti, un manifesto musicale attraverso il quale la formazione siciliana ribadisce la propria distanza dall'appiattimento culturale e artistico contemporaneo, dalla perdita della memoria storica e dalla progressiva rinuncia al pensiero critico.

Registrato nel 2021 e rimasto inedito fino alla sua pubblicazione, il brano ha trovato nel contesto attuale una particolare corrispondenza con i temi che affronta. Una riflessione che coinvolge la società, la cultura e lo stesso mondo musicale, invitando a recuperare autenticità, curiosità e capacità di ragionamento.

Sul piano sonoro, “La mia luce” conferma la riconoscibilità stilistica dei Karbonica, attraverso un alternative rock caratterizzato da una melodia intensa e malinconica, un ritmo ben scandito e una progressione dinamica che accompagna il significato del testo.


La strategia  promozionale costituisce anche l'occasione per ripercorrere il valore di questo ritorno discografico, che riafferma una precisa visione della musica: non soltanto intrattenimento, ma anche strumento di espressione, confronto e riflessione.

Nati in Sicilia nel 2008, i Karbonica vantano un percorso artistico sviluppato attraverso gli album “Live in Studio” (2012) e “Quei colori” (2016), numerose esibizioni dal vivo e una presenza significativa nel panorama rock indipendente italiano.

Tra le tappe della loro storia figurano la partecipazione al progetto celebrativo dedicato ai trent'anni di 17 RE dei Litfiba, prodotto da Piero Pelù e Ghigo Renzulli, e i riconoscimenti ottenuti con precedenti pubblicazioni, tra cui “L'inganno”, brano che raggiunse la 31ª posizione nella Indie Music Like del MEI.

Nel corso degli anni, la musica della band ha trovato spazio in numerose emittenti radiofoniche, compresa Radio Rai2, e ha richiamato l'attenzione di testate e pubblicazioni specializzate.

Con i “La mia luce”, i Karbonica aprono dunque una nuova fase del proprio percorso artistico, lasciando al pubblico un brano che sintetizza la loro identità e la volontà di continuare a percorrere una strada autonoma, lontana dai condizionamenti e dalle logiche dell'omologazione.

Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, con l'invito a non rinunciare alla propria capacità di giudizio e a riconoscere nella cultura, nella conoscenza e nella libertà di pensiero strumenti fondamentali per costruire il futuro.

“La mia luce” è disponibile sulle piattaforme digitali.

Spotify:
https://open.spotify.com/intl-it/artist/4I1eh7RojPVubEgrzdgueG?si=qLPRqtsBTmayjSTri3QSdg
Instagram:
https://www.instagram.com/karbonica/
Facebook:
https://www.facebook.com/karbonica/ 

REVOC , “Tanto Resti Qui”, il nuovo singolo

Un brano pop rock che racconta il momento sospeso tra un addio annunciato e il desiderio di restare ancora insieme È disponibile “Tanto Rest...